La carta più alta

image

Con spirito e arguzia non comuni, Marco Malvadi evoca una simpatica banda di candidati all’obitorio che tra un catetere e una analisi facendo base in un baretto della provincia italiana, centro settentrionale e anti leghista, risolvono enigmi gialli sullo sfondo di una società italiana grassa, avida e stressata. Che in questo momento di crisi sembra quasi un bel ricordo. photo by iperio http://www.iperimmagine.com ray.iperio@gmail.com all rights reserved

Jack of Shadow

image

Il ladro che si annida nelle ombre ha un nome qualsiasi e non ha un anima, Jack o’ Shadows, protagonista di oscure ballate inglesi tradizionali e di una bella space metal ballad degli Hawkwind.
Non ha neppure amici Jack, tranne una creatura, l’unica che non ha nulla che lui possa rubare e da cui alla fine, dipenderà la sua ultima vita.
Anarchico, individualista, spietato, Jack si batte per un mondo migliore contro potenze oscure e malvagie le cui leggi lo pretendono sempre colpevole.
Perchè dunque Jack dovrebbe essere considerato malvagio se assassina chi lo ha assassinato? Perchè gli sfruttati, i poveri e i diseredati della terra debbono subire e sono considerati terroristi se si ribellano?
Nel pieno degli anni Settanta i messaggi come quelli di Jack non cadono inascoltati e sono in molti a battersi contro un sistema di affari e potere che regge il mondo. Se è la mafia a poter eliminare Marilyn e il presidente Kennedy in quegli anni, e a cercare invano di uccidere Castro, questo rende evidente cosa ci sia dietro il mondo dell’economia di ieri e di oggi, quali veri interessi tutelano leggi e giustizia.
Lo sa bene Zelazny che in questo suo migliore romanzo concepisce un sistema di Poteri occulti, di cui Jack fa parte, che reggono letteralmente in piedi il mondo.
Spadaccino, amante, signore sovrannaturale delle Ombre, Jack ucciso e rinato al fosso dello sterco di Glyve, sacrifica se stesso e mette in gioco persino la sua ultima vita, dopo aver ammazzato come cani tutti i suoi nemici, vili o possenti, per cambiare radicalmente il mondo.
Se sarà un mondo migliore Zelazny, prematuramente scomparso nel 1995 men che cinquantenne, lo lascia ai sogni di Jack.

Jack of Shadow 1971
Jack delle ombre 1975 Longanesi prima ed. italiana

photo by iperio
http://www.iperimmagine.com
ray.iperio@gmail.com
all rights reserved

image

Morire per vivere

image

image

Ambientato in un futuro non troppo lontano, in cui è stata elaborata una tecnica di biomedica che consente di trapiantare la personalità di un vecchio in un nuovo e adulto corpo da superman alieno, morire per vivere narra con toni divertenti ma implacabili le avventure post mortem et resurretionem di un arzillo vecchietto americano spedito tra le forze armate dello spazio precisamente le Forze di Difesa Coloniali.
Il prezzo da pagare per il nuovo corpo quasi immortale è infatti un certo periodo di servizio tra le brutali e spietate forze armate terrestri che su mondi alieni e contro avversari abissali e cosmici difendono i magnifici valori terrestri e USA in particolare, quali l’hamburger ed il liberismo, la Borsa e il ketchup, i marines e Guantanamo.
Ne scaturisce un romanzo fluido e divertente, che riesce inoltre a porre interrogativi sulla vita, l’universo e tutto (nella migliore tradizione SF Yankee) che tentano di allontanarsi in maniera a volte convincente dal determinismo luterano che premia sempre il vincente, come salvato da Dio.
Il fatto di vivere una seconda esistenza grazie alla medicina, infatti, e ripartendo da zero, dimostra che ciò che si è realizzato nella vita, per mezzo della volontà di Dio o meno, non ha valore e non da nessun premio.

Le novità della gargoyle dal 6 settembre in libreria

Ricevo e segnalo volentieri le tre nuove proposte editoriali della Gargoyle, l’editore italiano più brillante nel campo dell’Horror e  del Mistery. 

NELL’ABISSO PROFONDO
TOM PICCIRILLI
(Gargoyle Books, pp. 224, 14.90 euro, ean 9788889541623, titolo originale A lower deep, traduzione di Claudio Costanzo – in libreria dal 6 settembre)
Con Nell’abisso profondo torna in libreria per le edizioni Gargoyle Tom Piccirilli, autore di Padre delle Tenebre (Sperling & Kupfer) e quattro volte vincitore del Bram Stoker Award.
Un horror apocalittico, popolato di creature sataniche ed entità angeliche, spiriti e demoni che si affrontano nel giorno dell’Armaggedon nella città santa per eccellenza: Gerusalemme.
Il racconto infernale, blasfemo e amaro dell’eterna lotta tra il Bene e il Male e del confine fin troppo sottile e promiscuo che li divide. 
 
Un misterioso narratore, noto con il solo nome di “Maestro invocatore”, si trova inesorabilmente coinvolto in una feroce lotta contro il leader della sua vecchia congrega, Jebediah DeLancre. Questi, a dieci anni dalla violenta distruzione della precedente Coven – cui entrambi appartenevano – ha riunito un gruppo di streghe e zombie per costringere Cristo a tornare sulla Terra e scatenare così l’Armageddon prima del tempo. Ma è davvero questo il fine ultimo del suo malvagio progetto o un sogno ancor più inconfessabile e pieno di tracotanza: quello di dominare la terra? E se il suo piano, invece, rispondesse a un’esigenza più umana: ottenere finalmente l’assoluzione dei propri peccati per ricongiungersi con se stesso, tornando così a un originario stato di purezza?
“E lì al Getsemani… dove l’Iscariota aveva portato i soldati e baciato il tradito, guardai verso l’alto per vedere il volto stoico e sfigurato di Jebediah DeLancre. I suoi capelli erano diventati quasi del tutto bianchi, e quelle labbra unite male, fuse in un ghigno sempiterno, avevano l’aspetto della bocca che poteva aver dato un bacio a Cristo e averlo condotto alla morte. La luna illuminava il frammento esposto di un canino giallo, che brillava come una zanna. … Anche adesso che il suo scopo era dominare la Terra, sembrava meno della metà dell’uomo che era stato. Non avrebbe mai superato la perdita del suo demone, Peck in the Crown, o perdonato il Sephirot che lo aveva purificato e fatto entrare in cielo… Nel suo sguardo c’erano sempre furia, odio legittimo e un incredibile eccesso di fiducia, ma nei suoi occhi si vedevano anche tracce di perdita e di trasgressione”.
Accompagnato dal fedele demone Me, il Maestro invocatore si troverà di fronte alla più dura delle scelte: lottare per il Bene o cedere alle lusinghe di DeLancre che gli promette di riportare in vita la sua amata Danielle. Riuscirà a resistere alla tentazione e a fermare il processo ormai innescato della fine del mondo?
La trama intricata è uno dei punti di forza del libro: nulla è lasciato al caso, nulla è banale. In chiave mistica e dark Piccirilli rivisita il dualismo naturale proprio dell’animo umano, eternamente e inesorabilmente scisso, e con esso il confronto con il lato mostruoso di noi (topoi, questi, tipici del romanzo gotico e vittoriano, da Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Stevenson al Frankenstein di Mary Shelley). Con umorismo sardonico lo scrittore statunitense affronta anche il delicato tema della religione e dell’apocalisse, trascinando il lettore in una violenta lotta tra forze sataniche e cristiane che si sfidano in luoghi sacri quali il Golgota e il giardino del Getsemani. In questo intrecciarsi di elementi horror e crime, si inserisce pure una cupa riflessione sulla contemporaneità: Gerusalemme, città in cui si svolge parte della vicenda, è presentata non solo come luogo mistico, ma anche come terra martoriata dal conflitto arabo – israeliano.
 
“Come tutte le guerre, anche questa inizio con un sacrificio. Lì, in una terra di astio e sangue, Abramo aveva preparato la morte di suo figlio. Secondo gli ebrei, il suo nome era Isacco. Per i musulmani, era Ismaele. Migliaia di ignoti sono morti per la devozione a quei piccoli dettagli e metafore. Ordigni esplosivi vengono posizionati sotto i cuscini per via di pronunce sbagliate. Intere famiglie vengono avvelenate per pochi centimetri quadrati sul retro di un sepolcro o di una chiesa. I palestinesi e gli israeliani hanno lottato per righe tirate nella sporcizia. I simboli hanno portato a missioni suicide in camion e navi. Le donne vengono accoltellate per lodi cantate a un dio diverso in una strada squallida nel quartiere sbagliato. Dove c’è la santità, c’è Satana”.
 
 
Tom Piccirilli (1965) è uno scrittore americano estremamente prolifico. Ha pubblicato più di 150 opere negli Stati Uniti, spaziando dall’horror al fantastico, dal thriller al racconto erotico, aggiudicandosi il prestigioso Bram Stoker Award per ben quattro volte. Nell’abisso profondo è il suo secondo titolo edito in Italia dopo Padre delle tenebre (Sperling & Kupfer, 1993).
 
I SEGRETI DEL LAZARUS CLUB
TONY POLLARD
(Gargoyle, collana Extra, ean 978-88-89541739, 14,90 €, pp. 528, titoli originali The Minutes of the Lazarus Club, The Secrets of the Lazarus Club, traduzione di Benedetta Tavani – in libreria dal 13 settembre 2012)
Fino a che punto può spingersi l’energia creatrice della mente umana? Tutto è giustificabile in nome del progresso? Benvenuti al “Lazarus Club”.

Eccoci qui, un piccolo gruppo, un’elite che discute sugli aspetti più sottili dell’ingegno umano, mentre la grande maggioranza della popolazione
si preoccupa solamente di come riempirsi la pancia.

Londra, 1857. La città vittoriana del progresso, della tecnologia e della scienza è sconvolta da una serie di efferati omicidi di prostitute. L’ispettore Tarlow consulta il chirurgo George Phillips per avere un’opinione su uno dei cadaveri rinvenuti. Quando un cuore umano viene ritrovato avvolto in un fazzoletto recante le iniziali del nome del dottore, il poliziotto comincia a nutrire dei sospetti, specialmente dopo aver scoperto che Phillips non disdegna le case di malaffare. Nel frattempo, nel porto della città fervono i lavori di ultimazione della Great Eastern, il gigantesco bastimento a opera dell’ingegnere Isambard Kingdom Brunel.

Proprio Brunel, un giorno, fa la sua comparsa nella sala di Anatomia dell’ospedale St. Thomas, dove il dottor Phillips è intento a sezionare un cadavere davanti ai suoi studenti. L’eccentrico e geniale ingegnere mostra subito un enorme interesse verso l’attività del chirurgo. Tra i due inizia, così, un’assidua frequentazione e il celebre progettista invita il giovane medico ad affiliarsi al Lazarus Club. A far parte di tale club sono alcune tra le menti scientifiche più brillanti dell’epoca, le quali – nelle periodiche riunioni – confrontano le loro avanzatissime idee e presentano le loro audaci invenzioni. Phillips viene designato segretario, pertanto dovrà redigere i verbali di tutti gli incontri che hanno luogo. Ma c’è chi usa il club per fini segreti e personali… e il dottor Phillips finisce per trovarsi nella spinosa condizione di doversi, da un lato, discolpare da un’accusa ingiusta e, dall’altro, di evitare che una creazione straordinaria, destinata a mutare il destino dell’umanità, raggiunga mani sbagliate…
Chi volesse leggere un mystery a regola d’arte dal sapore vintage e un giallo con venature horror troverà ne I segreti del Lazarus Club ciò che
cerca.

Caso letterario in Inghilterra, forte di ben due diverse edizioni (è uscito, nel 2008, per la piccola etichetta indipendente Michael Joseph e, nel 2009,
per i tipi della più famosa Penguin), quello di Tony Pollard è un suggestivo viaggio nella Londra vittoriana dove, trainate da un ritmo scoppiettante e
vivace – in un vortice di svolte improvvise, colpi di scena e false piste – verità storica e fiction si fondono con maestria.

ll chirurgo George Phillips, protagonista e voce narrante del romanzo, entra infatti in contatto con personaggi realmente esistiti del coté scientifico
britannico di metà Ottocento: tra cui, oltre all’ingegner Brunel, il genetista e scienziato Charles Darwin, l’infermiera Florence Nightingale, il costruttore John Scott Russell, l’ingegnere Joseph William Bazalgette, il matematico Charles Babbage, il chimico e fisico Michael Faraday. Il libro diventa così uno straordinario tributo alla vitalità dell’invenzione, alla sua energia creatrice dovute alla fiducia nel progresso scientifico, fiducia derivante da una particolare prospettiva – che domina con prepotente seduzione l’intero testo –, quella dello scienziato-creatore, cultore per antonomasia della speranza nel mondo e nei propri simili.

Sviscerando narrativamente tali temi, Tony Pollard restituisce con brillantezza lo spirito positivista del Vittorianesimo, non dimenticando di strizzare l’occhio al Frankenstein di Mary Shelley.
Tony Pollard (1965) è un archeologo e dirige il Centro di Archeologia Battlefield presso l’Università di Glasgow. È il co-presentatore di una serie
della BBC e co-fondatore del Journal of Conflict Archaeology. Ha scritto numerosi saggi e articoli di archeologia e di storia militare e curato diversi libri. The Secrets of The Lazarus Club, suo strepitoso esordio nella narrativa, è pubblicato in Inghilterra da Penguin.
Hanno detto:

“Incredibilmente ingegnoso, clamorosamente vitale”. Daily Telegraph
“Un romanzo affascinante”. The Times
“Un thriller cupo e terribile con più cadaveri di Sweeney Todd”. Harper’s Bazaar

 
OMICIDIO IN BIBLIOTECA
FELICIA CARPARELLI
(Gargoyle Books, ean 978-88-89541753 – in libreria dal 20 settembre)
Chi ha ucciso Hieronymus Wilde? Il suo acerrimo nemico, la sua amante o una donna del passato? Quando il suo corpo viene trovato senza vita nella Biblioteca dell’Università del Midwest, si scatena l’inferno. Perché qualcuno avrebbe dovuto uccidere un bibliotecario? La risposta a questo enigma si trova in uno dei più famosi casi di Sherlock Holmes. Gli indizi sono nascosti in tutto il libro con riferimenti frequenti a Shakespeare e Oscar Wilde.
Quando Mick McGuire, investigatore di Chicago, arriva sulla scena del crimine scoprendo che Violetta e la sua assistente Scarlett hanno manomesso le prove, inizia a chiedersi se non siano state proprio loro a macchiarsi del delitto. La giovane vedova Violetta, in omaggio all’eroina di Verdi, a sua volta si domanda come mai McGuire sia così dannatamente sexy. Lui apprezza il suo abbigliamento punk, le sue forme procaci e il suo coraggio. Sarà dunque lei l’assassino? E ancora, i bibliotecari sono davvero le persone che crediamo? Placidi e stralunati tipi con scarpe antiquate e occhiali della nonna? O spietati e viziosi sicari?
Troverete tutte le risposte in Assassinio in biblioteca, giallo che, con i suoi colpi di scena degni del Grande Detective, tiene inchiodato il lettore fino all’ultimo pagina.
Felicia Carparelli (1952), insegnante e bibliotecaria, prima ancora che scrittrice è una lettrice entusiasta, organizza reading e modera un club del libro. Oltre a  Omicidio in biblioteca (Gargoyle 2012), è autrice di A Perfect Life in Hell e di The Mysterious Affair at Longbourn. Vive a Chigago.

Il Cacciatore (di vampiri)

Un tizio qualunque, in realtà ultimo erede di una casata nobiliare francese, da la caccia a un vampiro secolare nella Parigi anni Trenta.
Spettacolare come disegno, azione e colpi di scena, non si limita però all’essere la solita storia della vampiro mania che imperversa oggi.
Molti pensano che il denaro sia lo sterco del diavolo, e l’economia una pseudo scienza di sfruttamento sociale, che oggi ha sostituito favole come nobiltà ed onore, usate per governare il mondo sino a pochi decenni fa, e non ancora estinte.

Il Vampiro diventa, in questa bella serie di tre albi edita da GP Publishing, l’emblema del Potere (politico ed economico) che difficilmente può essere rispedito all’inferno, se non al prezzo di sacrifici supremi.

AL VIA IL 24 AGOSTO IL FESTIVAL DEDICATO A JOHN FANTE TRA GLI OSPITI VERONESI E CAPOSSELA

Full of life 1952-2012

 A sessant’anni dalla pubblicazione, il Festival letterario Il Dio di mio padre dedicato allo scrittore John Fante,  rende omaggio al romanzo più autobiografico e comico che consacrò il successo dello scrittore.  Tra gli ospiti di questa edizione Sandro Veronesi e Vinicio Capossela .

Dal 24 al 26 agosto 2012 a Torricella Peligna (Chieti), paese di origine del padre Nick Fante, si svolge la settima edizione del Festival letterario Il Dio di mio padre dedicato a John Fante.  Numerosi  gli incontri e i dibattiti incentrati sulla figura e sull’opera dello scrittore e sceneggiatore, grazie alla presenza del figlio Dan Fante e prestigiosi ospiti tra cui Masolino e Caterina D’Amico, Igiaba Scego, Federico Moccia e l’attore italoamericano Ray Abruzzo. 

Sandro Veronesi, grande estimatore di John Fante, sabato 25 agosto terrà, nel pomeriggio, una lectio magistralis sullo scrittore e, la sera, un reading di brani delle opere fantiane con la straordinaria partecipazione di Vinicio Capossela, riecheggiando la celebre puntata di Magazzini Einstein in onda su Rai3 nel 1997, dove i due convinti fantiani intrapresero un viaggio in auto verso Torricella Peligna alla scoperta dei luoghi d’origine della famiglia dello scrittore e del suo immaginario letterario.

 Il Festival è organizzato dal Comune di Torricella Peligna e diretto da Giovanna Di Lello, giornalista e filmaker abruzzese, con il coordinamento tecnico della ProLoco di Torricella Peligna. L’universo letterario dei giovani e degli scrittori esordienti è sempre stato al centro  del festival.

E non è un caso visto che il personaggio fantiano per eccellenza è Arturo Bandini, un giovane aspirante scrittore in cerca di successo nella Los Angeles degli anni Quaranta del secolo scorso. Far conoscere al nostro pubblico i protagonisti del panorama letterario italiano è un altro degli obbiettivi della manifestazione, così come favorire i talenti artistici della nostra regione.  Come per le passate edizioni, momento fondamentale del Festival sarà infatti il Premio letterario John Fante che quest’anno oltre la categoria “John Fante Opera prima” rivolto a scrittori esordienti, ha inserito anche la categoria “John Fante Abruzzo” per opere prime e seconde (che abbiano un legame con l’Abruzzo) conferendo la vittoria a Barbara Di Gregorio con Le giostre sono per gli scemi (Rizzoli, 2011). La giuria tecnica del Premio, composta dal presidente Francesco Durante, Masolino D’Amico ed Emanuele Trevi, con l’ingresso di Mario Cimini per la categoria Abruzzo, ha scelto inoltre i tre finalisti del Premio John Fante Opera prima di questa edizione: Francesco Targhetta, Perciò veniamo bene nelle fotografie (ISBN, 2012), Donatella Di Pietrantonio, Mia madre è un fiume, (Elliot, 2011) Giuseppe Di Piazza, I quattro canti di Palermo (Bompiani, 2012) che verranno presentati al festival per eleggere il vincitore dell’edizione 2012.

Durante il festival verranno presentati inoltre i libri Esecuzione di Angela Capobianchi e La paura di Francesca Bertuzzi, scrittrici entrambe di origine abruzzese. 

Un omaggio a Full of life concluderà il festival domenica 26 agosto, con l’appuntamento “Letture nella notte”, un reading del romanzo a cui tutti gli appassionati saranno invitati a partecipare dopo l’incipit in lingua originale di Dan Fante e Ray Abruzzo.

Per valorizzare il patrimonio culturale degli italiani nel mondo, di cui John Fante è parte integrante, il festival dedica ogni anno momenti di approfondimento sulla cultura italoamericana, italo-europea e più in generale italo-straniera. A caratterizzare la manifestazione è però anche la sua prospettiva transnazionale e interculturale, che privilegia l’indagine sulle contaminazioni culturali e l’incontro tra mondi diversi.  Il festival ha sempre inteso sostenere e promuovere lo sviluppo culturale, turistico ed economico dell’entroterra abruzzese e dei piccoli centri del Sangro-Aventino, accendendo su queste zone i riflettori dei grandi eventi culturali. Questo per far conoscere ad un pubblico sempre più vasto le ricchezze culturali, paesaggistiche, culinarie ed artigianali della zona orientale della Maiella e dell’Abruzzo in generale.

www.johnfante.org

https://www.facebook.com/johnfante.org

 

 

Festival letterario “Il Dio di mio padre” dedicato a John Fante: http://twitter.com/#!/FestivalFante

valeria legge Vanity Fair con Obama

 

Foto by Iperio
ray.iperio
All rights reserved