Serata finale di Cinsano Village

image

Prima dell’attuale crisi, bisogna risalire al dopoguerra o agli anni Venti per ricordare un periodo triste come questo, con la differenza però, sottolineata da molti tra cui ultimamente da Massimo Gramellini, che oggi manca la fiducia in un futuro migliore per noi ed i nostri figli, una specie di oscuro senso di colpa instillatoci dalle classi dirigenti che a questo ci hanno portato!
Per esorcizzare questa jattura non esiste una ricetta sicura ma evocare gli anni sessanta del boom e dei miglioramenti sociali può portare bene.
Perciò non mi voglio perdere la serata dell’ultimo appuntamento estivo con “CinSano Village -I favolosi anni ’60″ che si terrà sabato 21 luglio a partire dalle ore 20, presso il Viper Deluxe a Roma.
Per l’evento di chiusura, lo staff di BOX23 propone in un’unica serata musica, cinema, esposizioni vintage e molto altro ancora, per divertirsi insieme e rivivere il periodo più spensierato e florido del nostro Paese.
Alle 22.00 si esibiranno in concerto “I Mitomani Beat” che mi dicono poter reggere il confronto con i gruppi mitici e cool degli anni sessanta.

Birra Engel

image

Adesso capisco perchè in italia le cose vanno di merda e la germania ci farà sempre il culo.
Ieri ho gustato in un bar di orvieto una birra Engel alla spina.
Una birra dorata fresca e vagamente aromatizzata, una vera fata morgana in un fine mattinata arroventata.
Oggi incuriosito ho cercato qualcosa su questa birra che non avevo mai sentito nominare prima.
Orbene:
1. Il sito della Engel ha la sua bella pagina dedicata al cliente italiano perfettamente tradotta ed esauriente, proprio come ogni azienda italiana oserei dire!!! http://www.engelbier.de
2. Questa birra risale al 1738 e l’attuale proprietario, una famiglia d’imprenditori, la cura dal 1877.
3. La birra è prodotta seguendo le norme della legge tedesca sulla purezza della birra, che risale al 1516.
In conclusione questa è la forza delle aziende tedesche e la debolezza nostra: qualità indiscutibile (che hanno forse anche più certi prodotti italiani) unita a volontà di raggiungere i clienti lontani con chiarezza e trasparenza; continuità secolare delle attività imprenditoriali,sempre rinnovate senza tradire se stessi e la clientela; fedeltà alle norme igieniche intese come guida e non imposizione da cui cercare scappatoie.
Il risultato: una favolosa birra per il ceto medio europeo! E non mi hanno pagato per dirlo… XD

Cinema e gastronomia: estate giapponese a Roma

Questa presentazione richiede JavaScript.

L’Isola del Cinema (Isola Tiberina) (9 – 10 luglio)
 
Da diversi anni L’Isola del Cinema porta avanti un progetto dedicato a “Un’Isola del Giappone”, con l’obiettivo di trasformare per alcuni giorni l’Isola Tiberina, là dove anticamente è nata Roma, in un’ideale Isola del Giappone. Un luogo pronto ad accogliere e valorizzare questa antichissima cultura, questo straordinario paese e il suo popolo, non solo come scambio cinematografico e culturale, ma anche come segno di affetto ed amicizia dell’Italia con il Giappone.
Per le due grandi serate del 9 e 10 luglio L’Isola del Cinema organizza un denso programma di eventi. Il primo giorno l’appuntamento è alle 20:00 in Arena dove si terrà una cerimonia di benvenuto da parte dell’Ambasciatore del Giappone in Italia, Masaharu Kohno, del Direttore Artistico dell’Isola del Cinema, Giorgio Ginori,del Direttore dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma, Fumio Matsunaga, e del Presidente della Fondazione Italia Giappone, Ambasciatore Umberto Vattani.
Nell’ambito dei due giorni dedicati alla cultura e cinamatografia giapponese verranno proiettate in Arena due pellicole inedite: “Thermae Romae” e “Confessions”.

 
a) Cinema
All’Isola Tiberina, nell’Arena all’aperto, verranno presentati i due grandi successi : “Thermae Romae” ” di Hideki Takeuchi (2012), record di incassi in Giappone con oltre 50 milioni di euro finora, e “Confessions” di Tetsuya Nakashima (2010), che nel 2011 ha vinto in patria un Academy Award.
“Thermae Romae” è una commedia brillante con protagonista un progettista di terme dell’antica Roma che sale sulla macchina del tempo e piomba nella cultura contemporanea giapponese del bagno, in un divertente e a tratti esilarante confronto culturale fra Italia e Giappone. “Confessions”, invece, è un thriller ambientato nell’ambiente scolastico nipponico. I due film, che hanno ricevuto un’accoglienza entusiastica nelle anteprime del Far East Film Festival di Udine, sono presentati all’interno del Festival L’Isola del Cinema, nella sezione Isola Mondo, con la collaborazione del distributore Tucker Film e potranno poi essere visti nelle sale cinematografiche italiane nel prossimo futuro.
 
b) Gastronomia
Negli spazi riservati alla cucina si offriranno gli spaghetti del Monte Fuji, “Mount Fuji Yakisoba”, che in Giappone hanno trionfato per due volte negli ultimi anni nel concorso della cucina popolare locale, e il rinomato sake della casa di produzione Eisen che vanta 130 anni di storia. I visitatori potranno così gustare l’atmosfera tipica dei matsuri, le feste popolari soprattutto estive del Giappone, dove yakisoba, i spagheti saltati in padella, e il sake sono gli immancabili protagonisti.
 
c) Musica
Sono in programma concerti di due artisti di koto, l’arpa orizzontale giapponese, e esibizioni della nota cantante Maki Ota, che vive a Roma e per conto dell’Agenzia per gli Affari culturali del governo giapponese ha la missione di diffondere la musica classica e moderna del Sol Levante.
 
d) Arti marziali
Maestri dello Shudokan di Roma (http://www.shudokan.it) offrono dimostrazioni di Iaido e Kendo, spiegando le tecniche e lo spirito di queste affascinanti arti marziali giapponesi.
 
e) Letteratura
Il 9 luglio, alle 20:30, presso lo Schermo Tevere dell’Isola Tiberina, è previsto un incontro a cura della Prof.ssa Valeria Rossini, con un dibattito sul tema “Cibo e Cultura”, ed il commento al libro della scrittrice giapponese Ogawa Ito “Il Ristorante dell’Amore Ritrovato”.

 
f) Arte
Durante i due giorni dedicati al Giappone, l’Isola del Cinema ospita una mostra fotografica intitolata “AKAI”, che significa “Rosso” in giapponese, esponendo opere del fotografo Massimo Berretta.
 
 
Auditorium Parco della Musica (11-13 luglio)
 
Ci si trasferisce in questi giorni al Japanese Music Fest, nella magia dell’acustica dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, per immergersi appieno nell’incanto degli strumenti musicali tradizionali giapponesi con la collaborazione di JT International (JTI). La direzione artistica è di Tommaso Marletta.
 
a)
Etsuro Ono e Shunsuke Kimura, musicisti di Tsugaru-Shamisen , il banjo giapponese a tre corde, si esibiranno l’11 luglio in un repertorio di musica tradizionale e contemporanea, in uno stile semi-improvvisato che evoca il jazz e il blues in una commistione di suoni tra Oriente e Occidente. Di recente questi due ormai celebri musicisti hanno fatto una tournee’ nell’Europa meridionale come componenti del gruppo di musica giapponese tradizionale “Wariki”. La tournèe ha sollevato l’interesse e l’apprezzamento del pubblico e dei mass media di diversi paesi. In quell’occasione ne hanno parlato molto i mass media di diversi paesi e hanno ricevuto molti apprezzamenti.
 
b)
Giovedì 12, Tsugukaji-KOTO, il duo di koto composto da Tsugumi Yamamoto e Ai Kajigano, offrirà musica tradizionale e moderna, utilizzando arpe orizzontali a 13, 17 e 25 corde. Il duo, creato nel 2001, è stato protagonista di acclamate tournèe su tutto il territorio nazionale, negli Stati Uniti e in Canada.
 
c)
GOCOO e’ un gruppo di 11 percussionisti, 7 donne e 4 uomini, di taiko, il tamburo giapponese. Si esibiranno con ben 40 tamburi, dai quali cavano un condensato trascinante di musica e ritmi che spaziano dall’Oriente all’Occidente. Il 13 luglio, nella Cavea dell’Auditorium il pubblico sentirà il corpo fremere e esplodere grazie all’energia sprigionata dai tamburi suonati dagli undici percussionisti.
 
d)
Il 10 luglio alle ore 18.30 verranno inaugurate le due mostre ospitate al Parco della Musica in occasione del Japanese Music Fest: *Candy Factory, a cura di Federico Baronello e Takuji Kogo e Calligrafia Giapponese Contemporanea, in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura.

Dal 9 al 13 luglio si terrà a L’Isola del Cinema e all’Auditorium di Roma il festival “ Estate Giapponese 2012”.
 
Isola Tiberina
Lunedì 9 luglio ore 20:00
-Opening
-Dimostrazione di kendo e iaido
-Musica tradizionale giapponese
-Film “Thermae Romae”(2012) (c) Tucker Film / Pony Canyon   Regia di Hideki Takeuchi
-Incontro sul tema “Cibo e Cultura”

 
Martedì 10 luglio ore 20:00
-Dimostrazione di kendo e iaido
-Musica giapponese con Maki Ota
-Film “Confessions” (2010) (c) Tucker Film / Toho   Regia di Tetsuya Nakashima
Durante emtrambe le serate,sono in programmadegustazioni di“Fujinomiya Yakisoba”(Spaghetti del Monte Fuji) e sake
-Mostra fotografica
-”AKAI” di Massimo Berretta
-Mercatino Giapponese
Ticket: www.greenticket.it
 
Auditorium Parco della Musica
JAPANESE MUSIC FEST -La tradizione infinita-
Mercoledì 11 luglio ore 21:00
Shunsuke Kimura& Etsuro Ono (Tsugaru-Shamisen)
Giovedì 12 luglio ore 21:00
Tsugukaji KOTO (koto)
Venerdì 13 luglio ore 21:00
GOCOO Tokyo Tribal – Groove Orchestra (tamburi)
 
Mostre:
dal 10 al 29 luglio
in AuditoriumArte*Candy Factory Projects in Rome
dall’11 al 13 luglio
nel Corridoio Foyer Petrassi “Calligrafia Giapponese Contemporanea”
Info: www.auditorium.com

Model Federica

Leffe

image

Se la fanno dal 1240 ci sarà un motivo.
Per me è la birra migliore del mondo e va bevuta possibilmente in una brasserie di Parigi nel classico enorme calice.
Ma è comunque buona sempre.va benissimo anche con una fetta di speck o di prosciutto affumicato.
Non mi pagano per scriverlo, ma se poi il distributore italiano mi leggerà, accetterò ricompense in natura.

I Caruso

image

Sono stato a prendere un gelato dai Caruso, in via Collina.
Buono.
Forse non eccezionale.
Tra i difetti l’eccesso di zucchero e la liquidità.
Il cioccolato fondente è il migliore secondo me, ma tutti provano il giubilo di creme strane, tipo il famoso non plus ultra.
Peccato per la scortesia del personale che tra l’altro tenta infallibilmente di darti meno fondente possibile, nonostante le esplicite richieste e le rimostranze della clientela.